L’Artificial Intelligence è una delle tecnologie più “calde” del momento per la capacità di identificare dei pattern (i.e. delle relazioni) tra variabili difficili da immaginare con un modello teorico. Non è un caso che i primi due ambiti di applicazione siano la retention e il recruitment, aree importanti per chi si occupa di People, ma nelle quali la strutturazione basata sui dati è sempre stata molto limitata. Sensazioni, esperienza, percezioni e idee consolidate la fanno da padrona quando si tratta di capire come scegliere la persona giusta o intervenire per evitare il turnover. L’avvento della AI sta riuscendo nella missione apparentemente impossibile di spingere a trattare questi processi in modo sistematico e scientifico. Già, perché in realtà avevamo molti riscontri dal punto di vista empirico e scientifico, ma un mondo professionale pigro o forse innamorato delle proprie leggende e credenze. Quante volte ci è capitato di leggere in un’intervista che l’headhunter Alfa sapeva cogliere l’essenza della persona nei primi 10 secondi, quando sappiamo invece che in quei 10 secondi stava costruendo una rappresentazione del tutto distorta e non fact-based su cui articolare l’interpretazione delle evidenze raccolte nell’intervista… Nel numero del 1 giugno 2017, Fortune dedica un articolo molto interessante al trend di diffusione della AI in ambito recruitment, citando alcuni casi interessanti e una manciata di strategia-up che forniscono servizi di grande interesse per le imprese. Sono start-up con le quali ThickLayers è già in contatto e fanno parte del nostro sforzo volto a creare una rete di partner tecnologici nuovi, flessibili, adattivi e soprattutto non condizionati dalle pesanti strutture degli HCM che molti HR stanno implementando in Italia proprio ora, quando non servono più… Ne cito solo alcune, lasciando a voi il piacere di leggere l’articolo che trovate a questo link (How AI is changing your job hunt). Interviewed, ad esempio, utilizza delle simulazioni online per raccogliere dati che consentono grazie alla AI di prevedere il fit di una persona con l’organizzazione cambiando radicalmente l’efficacia delle fasi di pre-screening, sia perché aumenta il numero di candidati che si possono osservare, sia perché consente un’efficacia unica. HireVue sembra provenire direttamente dal mondo della fiction, applicando tecniche sofisticate di riconoscimento dei segnali facciali all’analisi dei profili individuali, come in Lie to me… ThickLayers è il partner ideale per sperimentare soluzioni facili e immediate, perché il segreto della AI è nell’intelligenza che la addestra. La Ai non risolverà i vostri problemi se prima non avrete imparato a guardare a questi problemi in modo nuovo.